Come scegliere lo psicologo Torino
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Psicoterapia - Come scegliere lo psicologo

Come scegliere lo psicoterapeuta Torino

Spesso chi necessita di intervento psicoterapeutico si trova confuso e non sa bene come muoversi per mettersi alla ricerca di uno specialista adeguato. Scegliere uno psicoterapeuta non è semplice, i dubbi e le perplessità potrebbero essere molteplici e magari si vorrebbe avere per se lo psicoterapeuta infallibile. E’ bene ricordare che la psicoterapia è un lavoro che è basato sulla collaborazione e richiede la partecipazione attiva del paziente stesso. Lo psicoterapeuta competente aiuta la persona a ritrovare le radici dei propri blocchi e conflitti, in modo che la persona raggiunga il cambiamento desiderato ed una crescita personale. Il paziente dev'essere disposto ad entrare in un lavoro su se stesso in cui l’effetto immediato, per come ce lo si può aspettare da un farmaco, va dimenticato: il conoscere se stessi ha tempi adeguati. Soprattutto, lo scopo della psicoterapia non è quello di far “scomparire” dei sintomi disturbanti bensì quello di ritrovare un equilibrio globale. Questa ricerca deve passare attraverso una rielaborazione di quello che ha condotto nella vita precedente agli scompensi che hanno portato alla psicoterapia. Ciò che conta in questo percorso è soprattutto una buona alleanza di lavoro tra il professionista e la persona, tuttavia la preparazione professionale ed etica dello psicoterapeuta non può prescindere da alcune caratteristiche.

LO PSICOTERAPEUTA DEVE

- essere laureato in medicina o psicologia, o comunque essere iscritto all’ordine dei medici e degli psicologi;

- aver frequentato e completato una scuola di specializzazione post-universitaria in una delle forme di psicoterapia accreditata.

Non tutti gli psicologi sono infatti psicoterapeuti: per diventare tali è necessario essersi specializzati, dopo la laurea in psicologia, presso una scuola della durata di quattro anni. L’ordine degli psicologi pubblica un elenco dei professionisti abilitati ad esercitare l’attività di psicoterapeuta.
Esistono varie scuole e correnti nell’ambito della psicoterapia. Quelle più note sono la psicanalisi, la psicoterapia sistemico-relazionale, la psicoterapia cognitivo comportamentale, la psicoterapia centrata sulla persona (rogersiana), la psicoterapia Analitico-Transazionale....

- possedere capacità empatiche
Non si può prescindere dal fatto che la psicoterapia è anzitutto un rapporto umano, pertanto bisognerebbe sentirsi a proprio agio, avere la sensazione che il terapeuta comunichi un interesse autentico per il paziente, e che dia la sensazione che ci si possa fidare di lui o di lei. Indipendentemente dalla scuola di appartenenza, uno psicoterapeuta può essere di aiuto solo se oltre alla conoscenza delle tecniche d’intervento ha la capacità di entrare in sintonia con il suo utente e di stabilire con lui un rapporto positivo. Non basta aver collezionato titoli ed onorificenze: spesso la nomea o il potere accademico non corrispondono ad una effettiva abilità professionale.

- affrontare il rapporto con il paziente con discrezione e nei limiti di un rapporto esclusivamente professionale;
- Il terapeuta è obbligato al segreto professionale.
- Con il terapeuta non si instaurano rapporti di amicizia.
- Il terapeuta non propone né accetta affari economici, né accetta compensi diversi da quelli pattuiti.
Dubitare dei terapeuti che
- di fronte alla richiesta circa la natura dei problemi e sui risultati che ci si potrebbe aspettare da uno psicoterapeuta, forniscono risposte evasive, vaghe: danno l’impressione di non volersi impegnare, né compromettere;
- o al contrario le risposte sono improntate a un tono illusorio: la guarigione viene garantita o data per scontata;
- durante il colloquio fanno nomi di altri pazienti
- dicono o fanno capire che si potrà uscire dai confini di un rapporto professionale (non è necessario arrivare a un invito a cena esplicito, ci sono tanti modi per lasciare intendere!)
.- esprimono un atteggiamento svalutativo o denigratorio verso altri colleghi o altre psicoterapie: un terapeuta serio non si pronuncia su quanto non conosce in prima persona, ed è comunque rispettoso del lavoro altrui”.

- esporre con precisione quanto il paziente deve tenere in considerazione nei termini di un impegno da parte sua”.
Deve comunicare con chiarezza le modalità della relazione: durata delle sedute, numero di incontri settimanali previsti, durata indicativa dell'intera terapia, orari in cui può eventualmente essere reperito al telefono.
Se si tratta di un libero professionista, deve indicare il suo onorario. L'Ordine professionale stabilisce un tariffario di massima entro il quale il terapeuta può stabilire il proprio. Egli può tener conto della sua preparazione ed esperienza, ma anche delle condizioni economiche del paziente. Il terapeuta ha l'obbligo di rilasciare la ricevuta fiscale per la propria prestazione. Il paziente può ottenere così il rimborso dalla propria Assicurazione, se ne ha una, e comunque la detrazione fiscale nella misura del 19%. E' opportuno anche accordarsi fin dall'inizio su come regolarsi in caso di appuntamenti mancati.
Il terapeuta deve stabilire con chiarezza gli obiettivi della terapia. Formulare obiettivi significa poter rispondere alla domanda: "Da che cosa mi accorgerò che la terapia sta funzionando?" Non sono utili risposte generiche, del tipo "starò meglio", ma risposte concrete ed oggettivabili, ad esempio "non avrò più paura di guidare l'auto" (se la fobia dell'auto è il sintomo per il quale si richiede l'intervento terapeutico). Un buon modo di procedere potrebbe consistere nello stabilire valutazioni intermedie degli obiettivi raggiunti.
Sia che ci si rivolga ad uno studio privato, sia che si cerchi in una struttura sanitaria pubblica, esistono, in entrambi i casi vantaggi e svantaggi. Se ci si rivolge a un centro privato il vantaggio è quello di una maggior disponibilità e di una più rapida presa in carico. Lo svantaggio è costituito dai costi elevati. Per quanto riguarda le strutture pubbliche i vantaggi sono dati dal costo minimo (c’è da pagare solo il ticket) e dal fatto che affluendovi una grande varietà di utenti, uno psicoterapeuta può aver avuto la possibilità di trattare una casistica piuttosto ampia (purché sia dotato di capacità e di voglia di lavorare!). Lo svantaggio è dato dal fatto che a volte l’utente riceve meno attenzione.

 

 

 

PER APPROFONDIRE:
Scegliere lo psicoterapeuta. Come e quando. Una guida per districarsi nel mondo degli “strizzacervelli”
Autore: Michele Novellino
Editore: Franco Angeli
Collana: Le Comete

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* Cos'è la psicoterapia?
* Quando è il caso di rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

* Come orientarsi tra le diverse psicoterapie?
* Cosa avviene in una seduta?
* Come si svolge il primo colloquio?
* Come certificarne la serietà?
* Che tipo di "contratto" viene stipulato per quanto riguarda costi, frequenza, assenze, vacanze, interruzioni?

 

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